3 dicembre – Giornata internazionale delle persone con disabilità: perché riguarda tutti noi
Il 3 dicembre di ogni anno si celebra la Giornata internazionale delle persone con disabilità, istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 per promuovere i diritti, la dignità e la piena partecipazione delle persone con disabilità nella società.
Non si tratta di una ricorrenza simbolica, ma di un momento di riflessione su come vengono progettati gli spazi, i servizi, i luoghi di lavoro e gli edifici che viviamo ogni giorno.
I numeri in Italia
Secondo i dati più recenti, in Italia le persone con disabilità sono oltre 3 milioni, pari a circa il 5,2% della popolazione. Un numero che da solo basta a far capire quanto il tema dell’accessibilità non riguardi una minoranza, ma una parte concreta e rilevante della società.
Il linguaggio è cambiato (e non è solo una questione di parole)
A partire dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006, ratificata dall’Italia nel 2009, il linguaggio è cambiato: oggi si parla correttamente di “persona con disabilità” e non più di “disabile” o “handicappato”.
Questo perché la persona viene prima della condizione.
La disabilità non definisce l’individuo, ma nasce spesso dal rapporto tra la persona e un ambiente non adeguatamente progettato: barriere architettoniche, mancanza di percorsi sicuri, sistemi di emergenza non accessibili.
Inclusione significa anche sicurezza
Parlare di inclusione non significa solo garantire l’accesso agli spazi, ma anche garantire sicurezza in condizioni di emergenza.
Evacuare un edificio, comunicare durante un’emergenza, attendere soccorsi in un luogo sicuro: sono tutti aspetti che diventano critici quando non vengono considerati anche per chi ha una disabilità motoria, sensoriale o cognitiva.
Ed è proprio qui che entrano in gioco:
- la progettazione degli spazi
- i sistemi di comunicazione di emergenza
- la presenza di spazi calmi realmente funzionali
- la formazione degli operatori
L’impegno di Spazio Calmo
In Spazio Calmo crediamo che la sicurezza non possa essere “per alcuni”, ma debba essere per tutti.
Il nostro lavoro nasce proprio dall’esigenza di rendere gli edifici più sicuri e inclusivi, progettando soluzioni che tengano conto delle reali esigenze delle persone, non solo delle prescrizioni minime di legge.
Il 3 dicembre non è solo una data sul calendario: è un promemoria del fatto che progettare bene oggi significa includere davvero domani.