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Bar e ristoranti: non sono pubblico spettacolo, ma l’esodo inclusivo resta un obbligo progettuale

Introduzione

Uno degli errori più diffusi nei progetti di bar e ristoranti è confondere la non assoggettabilità con la non necessità di progettazione antincendio.
La normativa dice altro, soprattutto quando entrano in gioco affollamento reale e persone con disabilità.

Quadro normativo essenziale

La circolare dei Vigili del Fuoco chiarisce che bar e ristoranti non rientrano tra le attività soggette al DPR 151/2011.
Tuttavia:

  • se inseriti in attività soggette, ne seguono le regole;
  • se presenti impianti o condizioni specifiche, restano obblighi puntuali;
  • il DM 3/9/2021 introduce una visione basata sugli occupanti, non solo sui lavoratori.

Criticità ricorrenti nei progetti

  • Layout che favoriscono l’affollamento ma non l’esodo.
  • Scale come unica via di uscita per servizi o sale.
  • Nessuna misura per chi non può evacuare autonomamente.

Il ruolo degli spazi calmi

Quando non tutti possono raggiungere un luogo sicuro tramite vie verticali, il Codice prevede misure alternative.
Lo spazio calmo è la più concreta: vicino all’esodo, dimensionato correttamente e dotato di comunicazione bidirezionale.

Perché la comunicazione è decisiva

Uno spazio senza comunicazione è solo un locale.
Il sistema bidirezionale consente di:

  • segnalare la presenza,
  • ricevere istruzioni,
  • ridurre il panico,
  • coordinare i soccorsi.

Conclusione

Ignorare l’esodo inclusivo nei bar e ristoranti espone progettisti e gestori a rischi reali, non teorici.
Quando sono presenti persone fragili, la domanda non è “sono obbligato?” ma “come garantisco sicurezza?”.

? Richiedi un preventivo per sistemi di comunicazione bidirezionale conformi e realmente presidiati.

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