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La progettazione inclusiva

L’impostazione generale del DM 03/08/2015 è basata sui 8 principi, tra i quali troviamo inclusione. Il Codice infatti ci dice che le diverse disabilità (es. motorie, sensoriali, cognitive, …), temporanee o permanenti, delle persone che frequentano le attività debbono essere considerate parte integrante della progettazione della sicurezza antincendio.   La definizione nella nuova versione del codice inclusione: le diverse disabilità (es. fisiche, mentali o sensoriali) e le specifiche necessità temporanee o permanenti degli occupanti sono considerate parte integrante della progettazione della sicurezza antincendio. Nell’immaginario collettivo, la persona disabile è spesso identificata in una persona in carrozzella, nella realtà invece il panorama è decisamente più ampio. Dobbiamo infatti considerare le...

Incendio in autorimessa, scale per tutti?

Ci avete mai pensato? Quando siamo in una autorimessa in condizioni di normalità, indipendentemente dalla nostra capacità di deambulare, sappiamo che ci aspettano scale e ascensore per raggiungere i piani superiori. Molto bello e molto comodo. Ma cosa succede in caso di incendio? E’ semplice, chi può scappare per le scale lo fa, mentre chi ha necessità di utilizzare l’ascensore si trova bloccato al piano interrato, con evidenti rischi per la sua vita. E’ questo che non volgiamo che succeda. La sicurezza deve essere una garanzia per tutti. non per pochi. Oggi è infatti possibile garantire la sicurezza mediante la realizzazione di locali (anche ricavati nei vani scala)...

Comunicazione bidirezionale – come funziona?

Dopo mesi di sviluppo siamo riusciti ad ottenere un dispositivo dal funzionamento molto semplice e prettamente automatico. Infatti per avviare l< comunicazione bidirezionale è sufficiente premere l’unico pulsante presente per mettersi in contatto con l’operatore, che acquisisce la chiamata (geo-localizzando il dispositivo) e trasferisce le informazioni di soccorso direttamente ai VVF. L’occupante che ha richiesto i soccorsi, dopo aver parlato con l’operatore, deve solo attendere i soccorsi. In questo tempo, il nostro dispositivo riproduce un video con una serie di informazioni utili a mantenere la calma. Funzionamento semplice, necessario nelle fasi di incendio caratterizzate da panico ed incertezza....

L’importanza del Call-Center h24

La bidirezionalità Il dispositivo di comunicazione bidirezionale per spazi calmi necessita di avere per tutta la durata di apertura dell’attività, di un referente “dall’altra parte” che deve poter sempre rispondere. Se è facile immaginarsi questo in una attività complessa (ospedale, grand-hotel, centri commerciali imponenti…) in quanto presente un centro di gestione delle emergenze, risulta più complicato pensarlo per le attività più piccole.   Il problema Diventa complicato quando ad esempio pensiamo alle autorimesse condominiali. Queste infatti costringerebbero l’amministratore di condominio ad assumersi una importante responsabilità. Oppure ad hotel e centri commerciali di più piccole dimensioni nei quali, i responsabili dell’attività dovrebbero autonomamente assumere questo compito.   La soluzione E’ per questo che abbiamo sviluppato il primo call-center italiano...

Attrezzature da impiegare per l’assistenza

All’interno dello spazio calmo, il progettista deve prevedere eventuali attrezzature da impiegare per l’assistenza (es. sedia o barella di evacuazione, …). Non sempre di fronte a questa indicazione si trova facilmente la risposta. infatti questa dipende necessariamente dalla tipologia di occupanti che possono essere presenti all’interno dell’attività, nonché alla formazione e le caratteristiche degli addetti antincendio. In alcune situazioni infatti, l’attesa dei soccorsi non deve necessariamente considerarsi come l’attesa dei VVF, ma bensì anche quella da parte degli addetti antincendio presenti all’interno dell’attività. Se il progettista, dopo una attenta valutazione del rischio, ritiene opportuno predisporre oltre al sistema di comunicazione bidirezionale (obbligatorio), un presidio per assistenza all’evacuazione, il...

Wayfinding

“È importante al riguardo assicurarsi che chiunque, in qualsiasi situazione si trovi, possa percepire e interpretare le segnalazioni d’allarme. È, pertanto, necessario prevedere sempre un sistema di allarme integrato su più canali (luminoso, acustico e a vibrazione). Una persona con deficit uditivi ha, infatti, difficoltà a percepire una segnalazione sonora, ma la stessa cosa vale anche per chi indossa delle cuffie o si trovi in un ambiente particolarmente rumoroso; idem per le segnalazioni luminose nel caso di persone con disabilità visive o se ci si trova in ambienti molto illuminati e soggetti a fenomeni di abbagliamento.” – D.M. 28/3/2008 – Linee guida per il superamento...

Valutazione del rischio incendio

Siamo tutti disabili in caso di incendio “… basti pensare che il panico conseguente al verificarsi di una situazione di emergenza può rendere chiunque «disabile» impedendogli di effettuare le operazioni più elementari, per cui i percorsi e la segnaletica realizzati per facilitare l’accessibilità possono diventare utili riferimenti anche ai fini della predisposizione delle vie d’esodo.” – D.M. 28/3/2008 “Linee guida per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi d’interesse culturale” Si deve, inoltre, ricordare che una persona non identificabile come disabile in condizioni ambientali normali, se coinvolta in una situazione di crisi potrebbe non essere in grado di rispondere correttamente, adottando, di fatto, comportamenti tali da configurarsi come...

Normativa antincendio e disabilità

Riportiamo i 3 riferimenti normativi principali in merito alla gestione della sicurezza degli occupanti con disabilità in Italia. Sono estratti delle principali norme nazionale, sempre più coerenti con il panorama europeo. TU 81/20118 Art. 30 I luoghi di lavoro devono essere strutturati tenendo conto, se del caso, di eventuali lavoratori portatori di handicap Art. 63 I luoghi di lavoro devono essere strutturati tenendo conto, se del caso, dei lavoratori disabili DM 10 marzo 1998 Allegato I -1.3 “la valutazione del rischio incendio tiene conto: […] f) del numero delle persone presenti, siano esse lavoratori dipendenti che altre persone, e della loro prontezza ad allontanarsi in caso d’incendio. Allegato I – 1.4.2 Identificazione dei lavoratori e di altre persone...

L’ascensore in caso di incendio

L’ascensore è uno degli aspetti più critici ed importanti da considerare quando si progetta. Per chi non è affetto da disabilità, il cartello che in ogni ascensore si trova risulta semplice ed ovvio, ma per chi non è in grado di abbandonare autonomamente l’edifico tramie le scale è un grosso problema.   Si tratta infatti nella maggior parte dei casi, di edifici “inclusivi a freddo” ma non “inclusivi a caldo”. Nello specifico infatti, immedesimandosi in un occupante con disabilità, ci troveremmo a poter accedere al 2° piano dell’attività mediante ascensore, e in caso di incendio trovarci di fronte questo bel cartello:     Un vero incubo. A questo punto dovremmo...

Progettare spazio calmo

Non sempre cercare di scappare verso l’esterno è possibile in tempi rapidi e per tutti gli utenti, e non sempre è la soluzione migliore. In edifici multipiano, complessi, magari con livelli interrati, oppure in costruzioni storiche dove determinati vincoli architettonici o semplicemente tipologici impediscono un rapido esodo la soluzione deve essere un’altra. La soluzione è rappresentata dallo spazio calmo.   Come si progetta uno spazio calmo? Definiamo innanzitutto l’obiettivo. Bisogna progettare un particolare ambiente per permettere di attendere al sicuro e in tranquillità l’arrivo dei soccorritori durante un incendio o altri tipi di emergenza. Ad oggi il riferimento normativo è costituito dal DM 03 Agosto 2015 (Codice di Prevenzione...