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Sicurezza inclusiva nei condomini. Quando serve lo spazio calmo?

Un approccio nuovo, inclusivo. Il condominio è una delle soluzioni architettoniche che più rappresenta la collettività e condivisione tra gli edifici privati. È importante che questi rappresentino una sicurezza non solo morale ma anche reale per chi li abita. Tutti i condomini, quando sono in un condominio, devono sentirsi sicuri. Questa sensazione è infatti importante anche che sia recepita e percepita da tutti. Fino a qualche anno fa si progettavano i condomini in funzione di occupanti normodotati, e con interventi esclusivi (in alcuni casi) anche per gli occupanti disabili. Oggi però l’approccio alla progettazione è cambiato. La progettazione viene eseguita con il principio di inclusività, in altre parole:...

Sicurezza inclusiva nelle attività commerciali. Quando serve lo spazio calmo?

Le attività commerciali sono la linfa vitale di molte città. Un punto di incontro di tante persone che confluiscono generando grande affollamento in determinati giorni dell’anno. Sono realtà nelle quali quindi è molto probabile trovare ogni tipologia di occupante. Fino a qualche anno fa si progettavano attività commerciali in funzione di occupanti normodotati, e con interventi esclusivi (in alcuni casi) anche per gli occupanti disabili. Oggi però l’approccio alla progettazione è cambiato. La progettazione viene eseguita con il principio di inclusività, in altre parole: “sicurezza per tutti”. Nello specifico, il sistema di esodo e di allarme deve poter garantire la salvaguardia della vita per tutti, dai ragazzi...

Sicurezza inclusiva nelle scuole. Quando serve lo spazio calmo?

Sicurezza inclusiva nelle scuole.   Quando serve lo spazio calmo? Un approccio nuovo, inclusivo. La scuola è uno degli edifici più rappresentativi per i ragazzi e per la collettività. È importante che queste rappresentino una sicurezza non solo morale ma anche reale per chi le vive. Tutti i ragazzi, quando sono a scuola, devono sentirsi sicuri. Questa sensazione è infatti importante anche che sia recepita dalle famiglie a casa o dai genitori che nel frattempo lavorano. Fino a qualche anno fa si progettavano gli edifici scolastici in funzione di occupanti normodotati, e con interventi esclusivi (in alcuni casi) anche per gli occupanti disabili. Oggi però l’approccio alla progettazione...

Dove sono richiesti gli spazi calmi

Rispondiamo a due delle più comuni domande che ci vengono poste, lo facciamo senza scendere troppo nei tecnicismi, ma con esempi pratici. Dove? Una delle principali domande a cui spesso abbiamo il piacere di rispondere è: “ma dove sono richiesti gli spazi calmi?”. Potremmo fare un elenco normativo noioso, ma ci piace più rispondere così: “dove in caso di incendio avresti necessità di fuggire utilizzando le scale!”. Il concetto è semplicistico, ma pensiamo chiaro. Per rendere meglio l’idea, abbiamo realizzato una infografica con qualche esempio di attività nelle quali è necessario installare obbligatoriamente per adempiere alla normativa antincendio, e dove può essere un plus per la sicurezza...

La progettazione inclusiva

L’impostazione generale del DM 03/08/2015 è basata sui 8 principi, tra i quali troviamo inclusione. Il Codice infatti ci dice che le diverse disabilità (es. motorie, sensoriali, cognitive, …), temporanee o permanenti, delle persone che frequentano le attività debbono essere considerate parte integrante della progettazione della sicurezza antincendio.   La definizione nella nuova versione del codice inclusione: le diverse disabilità (es. fisiche, mentali o sensoriali) e le specifiche necessità temporanee o permanenti degli occupanti sono considerate parte integrante della progettazione della sicurezza antincendio. Nell’immaginario collettivo, la persona disabile è spesso identificata in una persona in carrozzella, nella realtà invece il panorama è decisamente più ampio. Dobbiamo infatti considerare le...

Incendio in autorimessa, scale per tutti?

Ci avete mai pensato? Quando siamo in una autorimessa in condizioni di normalità, indipendentemente dalla nostra capacità di deambulare, sappiamo che ci aspettano scale e ascensore per raggiungere i piani superiori. Molto bello e molto comodo. Ma cosa succede in caso di incendio? E’ semplice, chi può scappare per le scale lo fa, mentre chi ha necessità di utilizzare l’ascensore si trova bloccato al piano interrato, con evidenti rischi per la sua vita. E’ questo che non volgiamo che succeda. La sicurezza deve essere una garanzia per tutti. non per pochi. Oggi è infatti possibile garantire la sicurezza mediante la realizzazione di locali (anche ricavati nei vani scala)...

Comunicazione bidirezionale – come funziona?

Dopo mesi di sviluppo siamo riusciti ad ottenere un dispositivo dal funzionamento molto semplice e prettamente automatico. Infatti per avviare l< comunicazione bidirezionale è sufficiente premere l’unico pulsante presente per mettersi in contatto con l’operatore, che acquisisce la chiamata (geo-localizzando il dispositivo) e trasferisce le informazioni di soccorso direttamente ai VVF. L’occupante che ha richiesto i soccorsi, dopo aver parlato con l’operatore, deve solo attendere i soccorsi. In questo tempo, il nostro dispositivo riproduce un video con una serie di informazioni utili a mantenere la calma. Funzionamento semplice, necessario nelle fasi di incendio caratterizzate da panico ed incertezza....

L’importanza del Call-Center h24

La bidirezionalità Il dispositivo di comunicazione bidirezionale per spazi calmi necessita di avere per tutta la durata di apertura dell’attività, di un referente “dall’altra parte” che deve poter sempre rispondere. Se è facile immaginarsi questo in una attività complessa (ospedale, grand-hotel, centri commerciali imponenti…) in quanto presente un centro di gestione delle emergenze, risulta più complicato pensarlo per le attività più piccole.   Il problema Diventa complicato quando ad esempio pensiamo alle autorimesse condominiali. Queste infatti costringerebbero l’amministratore di condominio ad assumersi una importante responsabilità. Oppure ad hotel e centri commerciali di più piccole dimensioni nei quali, i responsabili dell’attività dovrebbero autonomamente assumere questo compito.   La soluzione E’ per questo che abbiamo sviluppato il primo call-center italiano...

Attrezzature da impiegare per l’assistenza

All’interno dello spazio calmo, il progettista deve prevedere eventuali attrezzature da impiegare per l’assistenza (es. sedia o barella di evacuazione, …). Non sempre di fronte a questa indicazione si trova facilmente la risposta. infatti questa dipende necessariamente dalla tipologia di occupanti che possono essere presenti all’interno dell’attività, nonché alla formazione e le caratteristiche degli addetti antincendio. In alcune situazioni infatti, l’attesa dei soccorsi non deve necessariamente considerarsi come l’attesa dei VVF, ma bensì anche quella da parte degli addetti antincendio presenti all’interno dell’attività. Se il progettista, dopo una attenta valutazione del rischio, ritiene opportuno predisporre oltre al sistema di comunicazione bidirezionale (obbligatorio), un presidio per assistenza all’evacuazione, il...

Wayfinding

“È importante al riguardo assicurarsi che chiunque, in qualsiasi situazione si trovi, possa percepire e interpretare le segnalazioni d’allarme. È, pertanto, necessario prevedere sempre un sistema di allarme integrato su più canali (luminoso, acustico e a vibrazione). Una persona con deficit uditivi ha, infatti, difficoltà a percepire una segnalazione sonora, ma la stessa cosa vale anche per chi indossa delle cuffie o si trovi in un ambiente particolarmente rumoroso; idem per le segnalazioni luminose nel caso di persone con disabilità visive o se ci si trova in ambienti molto illuminati e soggetti a fenomeni di abbagliamento.” – D.M. 28/3/2008 – Linee guida per il superamento...