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Upgrade tecnologia 4G LTE negli spazi calmi: cosa cambia rispetto al 2G

Introduzione: non è solo un cambio di rete Negli spazi calmi la comunicazione bidirezionale è una misura di sicurezza prevista dalla strategia S.4 – Esodo del Codice di Prevenzione Incendi. Serve a permettere a una persona che non può utilizzare autonomamente le vie d’esodo verticali di: segnalare la propria presenza, ricevere istruzioni, restare in contatto fino all’arrivo dei soccorsi. Per anni questa funzione è stata garantita attraverso rete 2G.Anche noi l’abbiamo utilizzata fino a poco tempo fa, perché era stabile, diffusa e perfettamente adeguata alla trasmissione vocale. Oggi però il contesto infrastrutturale sta cambiando. E questo incide direttamente sulla progettazione degli impianti di sicurezza. 2G: una tecnologia affidabile, ma in progressiva dismissione È importante...

Le barriere non sono solo fisiche

Introduzione: oltre scale e gradini Quando si parla di barriere architettoniche si pensa quasi sempre a un ostacolo fisico: una scala senza rampa, una porta troppo stretta, un dislivello non superabile. È corretto. Le barriere edilizie esistono e sono misurabili. Ma nella sicurezza antincendio il tema dell’accessibilità è più ampio. Il Codice di Prevenzione Incendi introduce un principio chiaro: la progettazione deve essere inclusiva. Le diverse disabilità — motorie, sensoriali, cognitive, temporanee o permanenti — devono essere considerate parte integrante della strategia antincendio. Questo significa che le barriere non sono solo strutturali. La barriera che non si vede: la comunicazione Immaginiamo uno spazio calmo conforme dal punto di vista dimensionale, compartimentato...

Controlli antincendio nei locali notturni: perché gli spazi calmi finiscono sotto la lente dei VVF

Introduzione Dopo eventi gravi che hanno riportato l’attenzione sulla sicurezza nei luoghi di intrattenimento, i controlli antincendio nei locali notturni e nei bar stanno aumentando.Non si tratta di una “stretta” emergenziale, ma dell’applicazione puntuale di norme già in vigore. Uno dei temi che più spesso emerge durante i sopralluoghi dei Vigili del Fuoco è quello degli spazi calmi: previsti, citati, ma troppo spesso non realmente fruibili. Il quadro normativo: inclusione e responsabilità Il Codice di Prevenzione Incendi e il DM 03/08/2015 hanno introdotto un principio chiaro:la sicurezza antincendio deve essere inclusiva. Nei locali aperti al pubblico: non è possibile escludere a priori la presenza di persone con disabilità; l’esodo deve essere progettato...

Bar e ristoranti: non sono pubblico spettacolo, ma l’esodo inclusivo resta un obbligo progettuale

Introduzione Uno degli errori più diffusi nei progetti di bar e ristoranti è confondere la non assoggettabilità con la non necessità di progettazione antincendio.La normativa dice altro, soprattutto quando entrano in gioco affollamento reale e persone con disabilità. Quadro normativo essenziale La circolare dei Vigili del Fuoco chiarisce che bar e ristoranti non rientrano tra le attività soggette al DPR 151/2011.Tuttavia: se inseriti in attività soggette, ne seguono le regole; se presenti impianti o condizioni specifiche, restano obblighi puntuali; il DM 3/9/2021 introduce una visione basata sugli occupanti, non solo sui lavoratori. Criticità ricorrenti nei progetti Layout che favoriscono l’affollamento ma non l’esodo. Scale come unica via di uscita per servizi o sale. Nessuna misura...

Sicurezza inclusiva negli edifici: perché progettare pensando alle persone fa la differenza

Sicurezza non è solo conformità Norme, verifiche e documenti sono fondamentali.Ma da soli non bastano. La sicurezza inclusiva introduce un cambio di prospettiva: mettere al centro le persone, non solo gli impianti. Chi resta indietro durante un’emergenza Non tutte le persone evacuano allo stesso modo.Disabilità motorie, sensoriali, età, condizioni temporanee: sono situazioni quotidiane, non eccezioni. Lo spazio calmo come luogo di cura Lo spazio calmo diventa un punto di attesa sicura solo se:– la comunicazione è chiara– qualcuno risponde– la persona non è lasciata sola È qui che la sicurezza smette di essere astratta. Dalla progettazione alla gestione La sicurezza inclusiva nasce in fase di progetto, ma vive nella gestione quotidiana: manutenzione, presidio, formazione. Un...

Presidio delle chiamate negli spazi calmi: cosa verificano davvero i Vigili del Fuoco

Non basta che il dispositivo “chiami” Uno degli errori più comuni è pensare che basti installare un dispositivo che effettua una chiamata.La vera domanda è: chi risponde? Il presidio della chiamata Per presidio si intende la presenza di un operatore reale, disponibile a rispondere in modo continuativo.Durante un controllo, i VVF verificano che la chiamata:– non vada a vuoto– non dipenda da una persona occasionale– venga gestita in modo tracciabile Perché il presidio è cruciale in condominio Nei condomini spesso non esiste un punto presidiato fisso.Per questo il collegamento a un servizio di risposta h24 rappresenta una soluzione efficace e coerente con le esigenze reali dell’edificio. Geolocalizzazione e gestione dell’emergenza Sapere immediatamente...

Spazi calmi: cosa sono, quando sono obbligatori e perché fanno la differenza nei controlli VVF

Cosa si intende per spazio calmo Lo spazio calmo è un’area sicura, progettata per accogliere temporaneamente persone che non possono evacuare autonomamente durante un’emergenza incendio.Non è un “locale accessorio”, ma una misura di sicurezza antincendio prevista dal Codice di Prevenzione Incendi, pensata per garantire inclusività, protezione e comunicazione. Quando lo spazio calmo è obbligatorio La presenza dello spazio calmo dipende da diversi fattori: tipologia di edificio, affollamento, altezza antincendio, caratteristiche degli occupanti.In edifici multipiano, direzionali, scolastici, sanitari, ricettivi o residenziali complessi, lo spazio calmo diventa spesso una soluzione progettuale necessaria, soprattutto quando l’esodo simultaneo non è possibile. Spazi calmi e controlli dei Vigili del Fuoco Durante i controlli per CPI...

CPI senza rilievi in condominio: un caso studio sugli spazi calmi

Ottenere il Certificato di Prevenzione Incendi senza prescrizioni non è mai scontato in ambito condominiale. Edifici datati, impianti non aggiornati e gestione frammentata rendono spesso complessa la conformità normativa. Nel caso del condominio di Bologna seguito da Spazio Calmo, l’adeguamento degli spazi calmi ha avuto un ruolo determinante. Il contesto e le criticità iniziali L’edificio è un condominio residenziale multipiano, con presenza di persone anziane e con ridotta mobilità. In fase di verifica preliminare è emersa la necessità di migliorare la gestione dell’evacuazione assistita, in particolare sul fronte della comunicazione. Gli spazi destinati all’attesa erano privi di un sistema di comunicazione bidirezionale conforme ai requisiti richiesti. L’intervento e il supporto...

Spazi calmi: normativa italiana e requisiti di comunicazione antincendio

Spazi calmi: cosa dice oggi il quadro normativo italiano Negli ultimi anni gli spazi calmi sono passati da soluzione consigliata a requisito progettuale concreto, soprattutto negli edifici con presenza di persone con ridotta o impedita capacità motoria. Il riferimento normativo principale resta il Codice di Prevenzione Incendi (D.M. 3 agosto 2015 e s.m.i.), che integra gli spazi calmi all’interno delle strategie di esodo e di evacuazione assistita. Luoghi sicuri statici e gestione dell’emergenza Nel Codice, gli spazi calmi sono definiti come luoghi sicuri statici, destinati all’attesa delle persone che non possono percorrere autonomamente le vie di esodo, in attesa dell’intervento dei soccorritori. La norma non si limita a richiamarne l’esistenza,...

Sicurezza inclusiva: perché progettare significa prendersi cura delle persone

La sicurezza inclusiva è prendersi cura Negli edifici si parla spesso di sicurezza come di un insieme di obblighi, verifiche e adempimenti. Tutto necessario, ma non sufficiente.La sicurezza inclusiva fa un passo in più: introduce il concetto di cura. Progettare in modo inclusivo significa considerare anche chi, in caso di emergenza, non può muoversi in autonomia, non può usare le scale, non riesce a orientarsi o a comunicare con rapidità. Non si tratta di eccezioni, ma di persone che vivono e lavorano ogni giorno negli edifici che progettiamo e gestiamo. Dallo spazio fisico alla presa in carico reale In uno spazio calmo, la differenza non la fa solo la...